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Gas, inflazione, tassi e dollaro: come affrontare mercati che restano complessi per gli investitori

Il prezzo del gas sembra fuori controllo e preoccupa famiglie e imprese in vista dell’inverno. Le banche centrali sono determinate a rialzare i tassi per riportare i prezzi al consumo al 2% ma poco possono fare sul versante dell’offerta di materie prime, prodotti e servizi. L’inflazione infatti resta persistente anche perché la riorganizzazione delle catene produttive e distributive, per effetto del processo di de-globalizzazione in atto, richiede tempo. Inoltre, un dollaro USA forte significa materie prime più care. Un quadro che non fa dormire tranquilli gli investitori e che ancora una volta fa capire l’importanza di una consulenza qualificata

L’inverno si avvicina e l’andamento del prezzo del gas non fa dormire tranquille le famiglie e le imprese italiane. Ogni giorno sui media si sente che le quotazioni registrano variazioni impressionanti e quasi sempre al rialzo. Un esempio? Il 29 settembre la quotazione del gas naturale alla Borsa di Amsterdam si attestava a 203,5 euro al kilowattora lo stesso livello di due mesi prima ma il 10% in più rispetto a tre giorni prima e, soprattutto, 10 volte tanto le quotazioni della primavera 2021.


Come si forma il prezzo del gas

Ma come si forma il prezzo del gas naturale in Europa e perché gli esperti denunciano una forte componente speculativa? Cominciamo col dire che il prezzo di riferimento è stabilito dal TTF (Title Transfer Facility). Si tratta di un mercato virtuale per lo scambio del gas naturale con sede ad Amsterdam in Olanda dove produttori nazionali e internazionali, società di stoccaggio, distributori e operatori di rete dell’industria del settore commerciano forniture di gas, fatturate in euro per megawattora in base alle regole economiche fondamentali della domanda e dell’offerta. Si possono concludere accordi destinati alla consegna e al consumo immediati di gas, o firmare i cosiddetti “futures”. In questo secondo caso, venditore e acquirente pattuiscono un prezzo, ma la consegna e il pagamento avvengono in un momento successivo, anch’esso specificato nel contratto.


Speculazioni di mercato

Nel contratto ‘futures’ le aspettative sono differenti per le due parti coinvolte nella compravendita. L’acquirente accetta un determinato prezzo presumendo che il bene acquistato aumenterà il suo valore prima della consegna, il venditore spera il contrario. Con i “futures”, aziende e governi possono pianificare in anticipo i propri acquisti, ma l’intero sistema è fortemente esposto alle speculazioni di mercato.
Infatti la formazione del prezzo sconta in maniera amplificata notizie, analisi e ipotesi macro economiche, previsioni metereologiche, tensioni geopolitiche. La dimostrazione si è avuta con la guerra in Ucraina: la paura di un’imminente interruzione dei flussi di gas russo ha aumentato a dismisura il prezzo “futuro” del combustibile per il solo timore che nelle successive settimane o mesi la Russia potesse rallentarne i flussi o addirittura interromperli. Insomma, il mercato virtuale olandese del gas è piccolo (per volumi scambiati) e con una volatilità dei prezzi fuori controllo.
Senza dimenticare le iniziative, tutt’altro che coordinate, dell’Europa come dimostra la mossa di questi giorni di Berlino. La Germania, che non condivide il tetto europeo al prezzo del gas, ha annunciato un piano da 200 miliardi di euro applicando un limite al prezzo delle sue centrali elettriche per poi coprire, tramite le risorse del piano, la differenza rispetto ai prezzi di mercato.


Rincaro dei beni agricoli

Il gas significa riscaldamento e energia, una delle voci più importanti del paniere delle famiglie. Un suo forte rincaro si traduce in un altrettanto robusto aumento del carovita. Tuttavia la corsa dei prezzi al consumo non dipende soltanto dall’aumento del prezzo del gas e dell’energia. A causa della guerra in Ucraina c’è anche la sensibile riduzione delle esportazioni di grano e fertilizzanti (di cui Kiev e Mosca sono tra i principali fornitori mondiali) con conseguente rincaro dei beni di consumo agricoli.


Riorganizzazione delle catene produttive e distributive

Inoltre, e forse ancora più rilevante, persiste il problema strutturale della riorganizzazione delle catene produttive e distributive. Dopo il permanente braccio di ferro tra Washington e Pechino e la guerra in Ucraina che spacca il mondo in due parti, siamo in piena de-globalizzazione. Un contesto nel quale Europa, Stati Uniti e gli altri paesi nell’orbita occidentale sono al lavoro per riconfigurare i siti produttivi e le filiere distributive che, però, richiederanno tempo per essere realizzate.


La forza del dollaro

Un altro elemento di disturbo è la forza del dollaro USA. La divisa statunitense è in sensibile apprezzamento da inizio anno su quasi tutte le altre valute mondiali sia per l’aggressiva politica monetaria restrittiva implementata dalla Federal Reserve e sia perché, con lo scoppio della guerra in Ucraina, è considerata bene rifugio per eccellenza come già in passato in occasione di tensioni internazionali e conflitti. Un biglietto verde su livelli sostenuti significa materie prime più care (perché sono trattate in dollari sui mercati) e tassi di interesse più onerosi per il debito in valuta forte di molti paesi emergenti.


Un quadro d’insieme complicato per gli investitori

Una situazione che rende davvero complicato contrastare questa inflazione, con difficoltà anche per le banche centrali. Infatti la determinazione messa in campo dalla Fed dalla BCE nel rialzare i tassi per stroncare la corsa dei prezzi al consumo nulla può sul lato dell’offerta di materie prime, prodotti e servizi mentre finisce con l’avere significativi impatti negativi sulla crescita economica.
Insomma, un quadro che non fa dormire tranquilli gli investitori. Che però hanno a portata di mano una valida soluzione: affidarsi ad una consulenza qualificata e all’avanguardia nell’uso delle più avanzate tecnologie per analizzare i mercati e costruire portafogli, modellando e gestendo tutte le varie tipologie di rischi.
La strada consiste nell’affidarsi a soluzioni personalizzate, con un professionista che nel tempo spiega cosa stia succedendo nell’economia e sui mercati e consente di assumere decisioni di portafoglio più consapevoli e adatte alle proprie esigenze reali.


Uso delle tecnologie avanzate

Le tecnologie più avanzate, dal canto loro, permettono di disporre in tempo reale non solo degli andamenti dei mercati ma anche delle analisi degli esperti, delle previsioni macroeconomiche, e degli approfondimenti sulle tendenze di Borsa che permettono di distinguere le mode momentanee dai megatrend. Grazie agli strumenti all’avanguardia a disposizione dei professionisti della consulenza è possibile ottimizzare gli investimenti anche in termini di tempo, un bene sempre più prezioso per sé stessi e per la famiglia.
Tra preoccuparsi di cercare di prevedere l’andamento dei mercati e predefinire in modo professionale un piano di investimenti personalizzato sulle necessità personali e familiari, il secondo approccio risulta vincente grazie ad una soluzione di portafoglio capace di navigare nelle molteplici evoluzioni dei mercati.

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