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3 concetti chiave per investire: tu li applichi?

IN BREVE

  • Esistono dati di fatto che troppo spesso vengono trascurati o addirittura ignorati dai risparmiatori
  • Questo, nella pratica, si traduce in un approccio errato al mercato e agli investimenti, che può costare perdite, produrre ansia e perfino rassegnazione in buona parte degli investitori
  • Chiariti e fatti propri alcuni concetti di base, investire può essere più proficuo e meno stressante
  • Comprendiamo insieme 3 concetti chiave attraverso altrettanti grafici esplicativi.

Partiamo da un dato semplice e lampante, quello espresso nel grafico qui sotto.
In soldoni, il grafico ci mostra che da quando esiste l’indice S&P500 (e anche prima, quando l’indice ancora si chiamava S&P90), ovvero dal 1950, 74 volte su 100 l’anno successivo ha registrato una crescita rispetto all’anno precedente. Hai capito bene: il 74% delle volte si è assistito ad un incremento di valore nel corso dell’anno.

Se sei ottimista, il dato già ti piace così. Se mastichi un po’ di statistica, anche. Ma se sei pessimista potresti pensare “Se io investo e centro proprio uno di quei 26 casi su 100, l’anno successivo sono in perdita”. Vero.
A questo punto, sempre stando ai dati, potresti detenere il tuo investimento in portafoglio per un po’ più di tempo, diciamo 3 anni, e storicamente avresti l’84% di possibilità che il tuo investimento cresca, mentre le possibilità che decresca scendono al 16%.
Ora sappiamo dove punta il tuo sguardo sul grafico, ma prima di arrivare lì chiariamo un punto fondamentale.


Del doman non v’è certezza. Ma…

Facciamo 2 precisazioni importanti:

1) Perché l’S&P500? Perché essendo il più importante indice azionario americano e comprendendo le 500 aziende USA con maggior capitalizzazione, è solitamente considerato un buon indicatore della Borsa di New York e del mercato azionario USA nella sua interezza.
2) Ricordiamo sempre che i mercati non sono prevedibili e che questa è una serie storica, quindi va presa correttamente per quello che è, ossia una descrizione di come sono andati i mercati dal 1950 ad oggi, nello specifico, di come è andato l’indice azionario S&P500.

Bene, adesso possiamo concentrarci su quel numerino che ha attirato la tua attenzione: 100%.
Sì, dal 1950 al 2021 -questa è la base dati del grafico, come vedi in nota nella fonte- ad ogni intervallo di 15 anni è sempre corrisposta una crescita. Mai è accaduto che dopo 15 anni l’indice registrasse un decremento.
Questo possiamo considerarlo il motivo per cui l’azionario è secondo noi l’asset da considerare se si desidera preservare e accrescere il valore sul medio-lungo periodo.
E questo, quindi, è il primo concetto chiave: azionario e lungo periodo ti consentono di beneficiare della naturale tendenza dell’umanità verso il miglioramento e la crescita del benessere, qualcosa di intrinseco allo sviluppo della società, indipendentemente da eventuali stop&go che fanno parte della vita e della storia, di cui parliamo nel prossimo paragrafo col secondo grafico.


Guarda avanti

Dopo aver investito nel comparto azionario con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo non puoi pensare che non ci saranno cali, ritracciamenti, storni o addirittura vere e proprie crisi di mercato.
E anche chi lo sa, poi spesso si rivela incapace resistere alla tentazione di vendere di fronte a una situazione negativa. Il ragionamento più o meno suona così “Adesso è quasi certo che il mercato continuerà a scendere, se esco ora e rientro quando le acque si saranno calmate, mi evito un po’ di perdite”.
Sembra logico, ma non lo è. Guarda questo grafico.

Abbiamo preso in considerazione un indice globale, l’S&P Global Broad Market Index (BMI), che include oltre 14mila titoli afferenti a 25 mercati sviluppati e a 24 mercati emergenti. I dati ci dicono che nell’arco di 10 anni l’indice Total Return – che considera anche la capitalizzazione dei dividendi – ha registrato tra alti e bassi una performance notevole: +91%. Se a questa robusta variazione positiva sottraessimo, per ipotesi, le 20 giornate migliori, ci resterebbe un +22%.
E se togliessimo le 40 migliori?
Andremmo addirittura in rosso. E – per dire – alcune delle migliori sedute si sono registrate nella primavera del 2020, in barba allo shock Covid.
Un investitore che fosse fuggito via in quel momento, preso dal panico di fronte ai ribassi, si sarebbe perso delle belle occasioni di recupero.
Qual è il punto? Il fatto è che non puoi sapere quando il mercato rimbalzerà dopo un calo e se ti perdi il momento migliore non recuperi più il terreno che hai perso. Per centrare il momento giusto per entrare e uscire dal mercato serve la sfera di cristallo. Per questo, unitamente ai concetti espressi in apertura dell’articolo, la strategia più sensata è di tener fede alla pianificazione iniziale: se azionario di lungo periodo doveva essere, azionario di lungo periodo sia.
Il secondo concetto chiave, quindi, è: tieni saldo il timone, non disinvestire di fronte ai cali di mercato.


Il lievito dei tuoi investimenti

Alzi la mano chi non apprezza il famoso “flusso di liquidità periodico”: interessi, cedole…Hanno un vero potere ammaliatore sugli investitori di tutte le latitudini.
Eppure per potenziare i risultati del tuo investimento c’è un modo semplice e intuitivo.
Semplificando al massimo, immagina un capitale di partenza di 10.000 euro che renda il 5% all’anno.
Ogni anno intascherai 500 euro da spendere come desideri.
Potresti ritenerti soddisfatto. Forse.
Cosa succederebbe se ogni anno, invece di metterlo in tasca, quel 5% lo reinvestissi, andando ad accrescere il capitale? Semplice: ogni anno il rendimento sarebbe il 5% di una cifra sempre maggiore. Anno dopo anno.
Il 5% di 10.500, poi il 5% di 11.025, il 5% di 11.576 e via così.
Vuoi vedere la differenza? Eccola.

Eccoci dunque al terzo concetto chiave: sfrutta l’interesse composto per aumentare il potenziale dei tuoi investimenti.


Una consulenza contro l’emotività

Stai applicando questi 3 concetti chiave?
Se ci pensi, sono tutti attinenti ad una sfera emotiva, una sorta di sfida di resistenza.
Ragionare su un orizzonte temporale medio-lungo, senza farsi influenzare dalle turbolenze e senza cedere alla tentazione di intascare i proventi ottenuti lungo il percorso, sono comportamenti che richiedono forte autocontrollo e forse sarà per questo che in pochi riescono a mettere in pratica una strategia in fondo piuttosto semplice.
E’ anche per questo che il supporto di un consulente finanziario si rivela prezioso, perché può aiutarti a gestire l’emotività che potrebbe rovinare le performance dei tuoi investimenti.
Non solo, ovviamente: un consulente professionale ti aiuterà anche nella costruzione di un portafoglio ben diversificato, curerà la qualità degli asset da selezionare, ti offrirà molti altri servizi per la protezione, la crescita e la trasmissione del tuo patrimonio.
E, punto fondamentale, ti fornirà un metodo.

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